Enrico Felloni

AUTORRETRATO
   - Enrico Felloni nasce il 4 ottobre 1947, figlio dell’albergatore-gallerista Cin Felloni.

1966 - Militare di cavalleria a Trieste, esordisce nella scenografia e nella sceneggiatura per la commedia “ Le cul de sac” di Quattrini, con Verdini e con Tesone, tutti giovani artisti impegnati su vari fronti, dalla regia alla pittura, dalla scenografia alla poesia.

1968 - E’ a Roma ed entra a far parte della scuderia di sceneggiatori - soggettisti del regista R. Dall’Ara.
Dall’Ara stesso, buon pittore paesaggista, sprona il giovane Felloni a dedicare sempre più tempo alla pittura,  le cui opere il regista aveva già avuto occasione di apprezzare in una esposizione collettiva. 

1969 - Conosce C. De Core, valente pittore della creatività impulsiva; tra loro nasce un sodalizio molto forte che a Via Veneto (punto d’incontro di varie tendenze pittoriche) assorbe con la forza concentrica della immediatezza del De Core e della riflessità pittorica di Felloni, autori geniali come lo stilista P. Baroni, il critico Mario Brutti, ed i pittori Spano, Spallone e Ginepro.

Dopo un periodo di uguali intenzioni pittoriche che condussero al neo moderno, con l’intento di ripristinare la  “Forma nella pittura”, si innamora della sua modella e torna a Ferrara.

1971 - A Ferrara con un carico di nuove esperienze e nuovi confronti. Si interessa alla pittura intimista.
Tramite l’attivissima galleria Pomposiana conosce i giovani pittori del delta: Piccoli, Giatti, Farinella, Resca e Pandolfi ed i “Padri” della nuova pittura ferrarese come Del Greco, Maini e Capuzzo. Da tutti tra qualche lezione fino alla sua 1° personale che si terrà proprio nelle sale della galleria del padre. Per tutti gli anni settanta dedica la sua ricerca pittorica all’ adolescenza, tema che non abbandonerà mai trovando il teorema che trasforma il personale in oggettivo.

Molto attento al problema di una corretta lettura pittorica, precorre i tempi - Infatti nelle sue opere di fanciulli vediamo già quei sintomi di mal di vivere che ritroviamo oggi nell’età giovanile.

1982 - E’ a Milano - apre uno studio d’arte nel quale si radunano figurativi come il M° Mario Ligonzo, indiscusso capo-scuola della nuova ritrattistica milanese; il quale pur nella sua vegliarda età dedicherà al “giovane” Felloni proficui mesi di insegnamento - Entrano nel gruppo: il Torrisi,il D’Amore ed il Gotti -L’intenzione è di far rivivere il figurativo attraverso la mediazione del simbolismo - Nascono così gli “strappi nella memoria” ; serie di opere rivisitate attraverso il ricordo. - Una lacerazione del passato attraverso il  presente.

E’ il neo- lirismo di Felloni.

1987 - E’ a Parigi a Mont-Pernasse - nella “ Ville Lumière” rivitalizza la sua tavolozza sotto l’influsso dei neoimpressionisti - Esegue un ciclo di opere ispirate al colore di Monet,ottimamente accolte dal pubblico e dalla critica - Ma non è soddisfatto e torna in Italia per stemperare la tonalità troppo chiassosa dei suoi
colori.

1993 - Si stabilisce a Bellegra, ameno paese sul cucuzzolo del Monte Celeste, ove ritroverà una nuova vena pittorica studiando i grandi del ‘600 - Sono anni di intensa produzione.

E’ già il 2000 e gli azzurri tornano nei cieli di Felloni.
 

 
 

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